Lo Spazio Teatro NO’HMA di Teresa Pomodoro ha il dovere e l’ambizione di voler essere nel prossimo anno il luogo dove affrontare con profondità e spregiudicatezza ciò che muove la società, la politica, la ricerca e l’arte nel rapporto tra l’uomo e il potere.
NO’HMA condividerà con il suo pubblico una straordinaria esperienza capace di trasformare la realtà e renderà questo spazio un luogo metafisico dove l’incontro tra gli uomini sarà premessa di progresso e sviluppo condiviso nella direzione di una nuova umanità.
Questa è la ragione per la quale lo Spazio Teatro NO’HMA affronta, nella stagione 2009-2010, il tema più importante: il potere.
Potere è al tempo stesso esercizio di una forza per soggiogare gli altri, ma anche mezzo per coinvolgere e rendere più efficaci gli sforzi degli uomini. Potere è una parola ambigua, è un concetto che spetta all’uomo riempire di contenuti.
Dominare è esercizio assolutamente noto e tipico dell’umanità di tutti i secoli; più difficile è un rapporto onesto con il potere, quello che consente di mettere al servizio dell’uomo la propria conoscenza e tutto ciò che si possiede.
Quasi sempre gli uomini usano il potere per fini individuali, o di partito, o di clan, o di famiglia e così esso assurge a fine ultimo delle sue attività sociali e contamina la politica, la scienza, l’arte. La storia dell’umanità ci mostra che è il potere che spinge l’uomo al peccato e, nella sua accezione negativa, è la sintesi del peccato stesso. Il potere ha tutti i peccati.
Ma forse l’uomo è libero di scegliere e non condannato a subire. È la stessa natura che ci offre un formidabile spunto di riflessione: se l’uomo si guardasse intorno non potrebbe fare a meno di contestualizzare la sua presenza nel cosmo e non potrebbe fare a meno di riconoscere il suo essere infinitamente piccolo in un tutto infinitamente grande. Non conquistabile, non dominabile, non comprensibile.
Una consapevolezza, questa, che solo apparentemente limita l'uomo e la sua presenza nell'universo. In realtà ne amplifica il senso, lo avvicina all'infinito per renderlo più capace di agire con saggezza nel suo mondo, nei rapporti con l'altro anche se appartenente a diverse culture, diverse tradizioni e civiltà.
Ecco che allora la missione dell'uomo acquista un valore alto e riconoscerla porta all’incontro nel rispetto della natura e al desiderio di solidarietà. È proprio in questo spirito che appaiono anacronistiche e deleterie tutte le organizzazioni sociali che fanno un uso malvagio del potere. Uomini, stati, sistemi industriali e produttivi che si fondano sul potere come strumento di dominio che abbrutisce e sottomette trovano efficace contrasto esclusivamente nella forza delle idee e delle prospettive alte.
Il teatro, in particolare il nostro, mezzo espressivo e di formidabile comunicazione, svolgerà fino in fondo il suo ruolo di diffusore e moltiplicatore di questo nuovo umanesimo fondato sulla riflessione e sull’agire del pensiero. Ecco il percorso che, nella stagione 2009-2010, lo Spazio Teatro NO’HMA offrirà al suo pubblico, un percorso che impegna la mente e il cuore, che è al tempo stesso intellettuale e sentimentale, un percorso che ci faccia riconoscere come esseri capaci di misurarci in umiltà con l’universo attraverso il nostro prossimo.