Stagione teatrale 2011/2012

"Frammenti" di Teresa Pomodoro

Lo Spazio Teatro NO'HMA Teresa Pomodoro ha realizzato un'opera d'arte unica che raccoglie alcuni scritti della sua fondatrice,
Teresa Pomodoro
, grande protagonista della cultura italiana ed internazionale; questo libro offre un prezioso spaccato della sua esemplare e straordinaria ricerca umana ed artistica.
Il volume, edito da Arnoldo Mosca Mondadori, ha caratteristiche tutt'affatto particolari: i "frammenti" scelti da alcune opere di Teresa sono accompagnati da un'opera originale, unica per ogni volume, di Kengiro Azuma, da una partitura inedita in tre parti di Giorgio Gaslini a lei dedicata, e da una poesia scritta per lei da Charlie Owens, continuatore del profetico messaggio di Teresa nel teatro e nella programmazione attuale, di cui è ideatore e regista.
L'opera, unica nel suo genere, vuole essere mezzo e testimonianza per ricordare la figura e l'ispirazione artistica di una donna contemporanea e al tempo stesso di ogni tempo - fondatrice a Milano di un teatro libero e gratuito - capace di entrare nel cuore della società, analizzarne le ferite e le più scottanti questioni e a tutt'oggi luogo di presa di coscienza, di crescita e di condivisione per tutti: il dono e l'amore di Teresa per la sua città.
Il suo "metateatro", laboratorio unico di incontro tra pensiero e sentimento, è in tutte le espressioni artistiche fuse nella rappresentazione, dalla prosa alla musica, dalle immagini alla danza, testimonianza viva di bellezza, eleganza e dignità.
Il risultato dell'opera "Frammenti" è un affresco sorprendente del nostro tempo e restituisce con forza al lettore il concetto libero e inviolabile di bellezza e umanità attraverso l'armonia corale delle arti in esso rappresentate.

« Je suis d'accord, mon cher ami, li aspetta un lungo viaggio verso un mondo nuovo..., se vorranno... e come potrebbero rifiutare ora che hanno saccheggiato la vita sulla terra?
Hanno prodotto tutto di tutto, non si sono mai fermati, continuando a distruggere per generare e generare città nere, aperte sul vuoto, pozzi oscuri in cui si sono persi, le hanno colmate di delitti, di massacri, odiando l'innocenza, sacrificando le creature più deboli; è una regola di mercato: potere ai forti, il resto è marginale! La terra, la loro scena è ormai vuota, non hanno scampo, nessuna via d'uscita se non tentare con un altro universo, un altro pianeta, purché non si portino dietro la polvere delle loro abitudini e l'ostilità alla vita.
Come possono non fuggire da questa palla oscura, sormontata da nubi velenose e, sotto, appesantita da discariche, pattumiere dovunque.
Vedi questi due omuncoli d'acciaio? Ho voluto salvarli per primi per mantenere viva la memoria dei fallimenti degli uomini. Li hanno costruiti, a loro immagine e somiglianza, pensando ad un futuro "meccanico" che risparmiasse loro fatiche e disagi, ma hanno fallito: si sono impegnati allora a dar fuoco all'ambiente, a seminare lutti e rovine, desertificando sempre per fini egoistici, hanno procurato odio, speculazioni parlando sempre di urbanizzazione, di estensione delle metropoli, fino a ricoprire il pianeta di favelas e bidonvilles. Sarei tentata di lasciarli sulla terra, mah... dimentichiamoci di ciò che hanno fatto e salviamoli!
Il tempo incalza, tra poco ci troveremo nel non-tempo e la nostra e loro misura sarà solo lo spazio, tra poco si stupiranno della lontananza di conflitti, guerre e negoziati e soprattutto dell'assenza della ripetizione...
Privi di argomenti, si accorgeranno di non poter più spartirsi nulla, proprio nulla! Alors, courage, mon ami, commençons à appeler, mais, mi raccomando!
Scegliamoli, evitiamo i duplicati e... attenzione, dovrò prima esaminarli!

... Spegnete tutti i motori, spegnete le luci, non si parte più, donna-megafono da questo momento impedisci a chiunque di salire sulla zattera; cominciamo a salvare questo mondo con la bellezza della poesia, con l'onestà del pensiero; uomo diventa corpo-città, diventa vene, sangue, viscere della terra, orecchie, occhi diventate strade, stazioni, porti, approdi, braccia stendetevi in un abbraccio di foreste, di sorgenti, di uccelli, di animali terrestri. Uomo risorgi alle emozioni! Riama la terra! Come un bambino riapprendi dalla natura! »

da In viaggio verso un nuovo mondo (2007)