Teresa Pomodoro l´anima di NO´HMA

Il carcere

Teresa Pomodoro non solo ha infuso la sua passione e la creatività negli spettacoli, manifestazioni e incontri che hanno animato lo Spazio Teatro di via Orcagna, ma ha fatto suoi i luoghi della solitudine sociale e della emarginazione, portando il teatro tra gli esclusi e rendendoli protagonisti della sua arte.

CASA DI RECLUSIONE DI MILANO-OPERA (1995/2004)

NO’HMA è stata attiva nella Casa di Reclusione di Milano-Opera con progetti culturali, laboratori di cultura e teatro di alto livello e qualità, lavorando negli anni con un elevato numero di detenuti, anche in alta sorveglianza, rendendoli protagonisti di percorsi culturali, di progetti di espressione e rappresentazione e contribuendo al reinserimento degli stessi in termini di educazione alla socialità e alla convivenza civile.
Tutto questo è avvenuto attraverso un laboratorio permanente culturale-teatrale che ha prodotto annualmente uno spettacolo interpretato dagli stessi detenuti di fronte a un pubblico di autorità, personalità del mondo della cultura e dell’arte, operatori ed educatori, studenti universitari e rappresentanti della stampa e dei media.
Nel 2002/2003 NO’HMA ha costituito un’officina del teatro interna al carcere per la preparazione di opere teatrali con allestimenti costruiti dai detenuti stessi. L’intero Istituto ha partecipato alla costruzione del progetto-teatro attraverso l’apprendimento di arti e mestieri (scenografia, impiantistica delle luci, fonica, musica, drammaturgia, regia).
I detenuti in alta sorveglianza, nel rispetto delle norme che regolano questo tipo di detenzione, hanno fatto parte integrante del progetto: essi sono stati i protagonisti de “La Grande Magia” di Eduardo messa in scena con grande successo di pubblico e di stampa (dicembre 2001). Si è così costituita anche in alta sorveglianza per la prima volta una Compagnia di Teatro che ha raggiunto un buon numero di detenuti e si è specializzata nel Teatro Eduardiano. L’allestimento del “Sindaco di Rione Sanità” (dicembre 2002) si colloca tra le scelte più coraggiose e degne di attenzione in riferimento all’alta sorveglianza: anche in questo caso il lavoro arduo, complesso si è rivelato unico nel suo genere.


CASA DI RECLUSIONE DI S.VITTORE A MILANO (2000/2002)

Il progetto teatrale per il carcere di S. Vittore ha preso vita in un luogo difficile, caratterizzato da tanta precarietà, da un avvicendarsi di detenuti di varia origine e condizione. NO’HMA e Teresa Pomodoro sono riusciti nel loro intento, inaugurando un Laboratorio di Cultura e Teatro dapprima nella sezione penale, mista con uomini e donne, poi “nell’antico” e agghiacciante III° raggio, abitato da soli uomini, infine lavorando con detenuti provenienti da tutti i raggi e tutti i piani. Così è stato preparato e poi portato in scena nel corridoio immenso del III° raggio, con un fondale di reti e sbarre, un indimenticabile “Tommaso D’Amalfi” (dicembre 2000) . Tra gli ospiti d’onore, un entusiasta e commosso Cardinale Carlo Maria Martini.
L’esperienza è continuata aggregando oltre 40 detenuti di cui il 50% extracomunitari, impegnati a realizzare “Gli Uccelli” di Aristofane. Dopo quasi due anni di preparazione e prove svolte d’estate nei cortili d’aria del Carcere e nello stanzone del terzo piano in ristrutturazione, l’opera teatrale è stata rappresentata nel giugno 2002 nello spazio culturale, il Panottico del Carcere di S. Vittore, mai utilizzato così. La messinscena è stata di Arnaldo Pomodoro che, in una situazione tanto complessa, è riuscito con pochi elementi essenziali a creare un’atmosfera visionaria di grande suggestione, sorretta dalle musiche straordinarie inventati per l’occasione da Giorgio Gaslini. 
Nel 2003 le porte dell’Aula Bunker di S. Vittore si sono aperte eccezionalmente al pubblico per il Monologo di Teresa Pomodoro “Il mio Teatro Nudo”.